lunedì 15 febbraio 2010

magic card italian tutorial

...o meglio...
ISTRUZIONI PER REALIZZARE IL "BIGLIETTO MAGICO"!
;o)

Oggi Riccardo festeggia il suo PRIMO COMPLEANNO :o) e domenica festeggeremo insieme a tutta la famiglia!

Come promesso, quindi, posto il passo-passo in italiano della mia interpretazione della card di Julie e Beate, che ho trasformato in un invito al party; spero sia comprensibile, dato che è il mio primo vero tutorial ;o)


1) Piegate in 4 parti un foglio di cm.30x22 e ritagliate il rettangolo in alto a destra

2) Girate il foglio in modo da vederne il retro bianco, piegate verso l'interno la parte alta e, con riga e cutter, al centro praticate una piccola fessura larga cm.8 e alta un paio di millimetri

3) Piegate anche la parte sinistra e fate al centro del biglietto un semicerchio utilizzando una fustella di circa cm.3 di diametro

4) Riaprite tutto e ricavate una finestra -tonda, ovale, quadrata, rettangolare, ...- al centro del lato che sarà il davanti del biglietto. Io ho usato il coluzzle kit della Stampin' Up! Non vi preciso la misura, vi faccio solo notare che, ovviamente, deve essere abbastanza grande perchè si veda tutto il timbro scelto e che è importante che lateralmente abbiate un margine di almeno 1 centimetro e mezzo

5) Dal rettangolo ritagliato al punto 1, ricavate prima un cm.14x9, poi una "T" rifilando ai lati 2 strisce di cm.12x0,7

6) Ora prendete lo stamp positioner: appoggiate la "guida a L" all'angolo basso del plexiglass, inchiostrate il timbro (il mio è Penny Black - Birthday Balloons - cod.3968K) con lo StazOn

7) e stampate sul plexiglass rettangolare allineando il timbro alla guida

8) Scaricate l'inchiostro timbrando su un pezzo di carta o cartoncino "di brutta"; non importa se l'impronta sarà sbiadita

9) Prendete il cartoncino a "T", tenete la parte più larga verso il basso e sistemate lo stamp positioner in modo che la stampa venga al centro

10) Reinchiostrate bene il timbro, togliete il plexiglass rettangolare e timbrate, stavolta sulla carta, come al punto 7 e decorate a piacere l'impronta :oD

P.S.: se volete stampare qualcosa al computer (io, per esempio, ho scritto il nome) dovete farlo PRIMA di timbrare

11) Pulite BENE il timbro con il prodotto specifico, in quanto lo StazOn NON è un inchiostro all'acqua

12) Ora riprendete la stampata "brutta" del punto 8 e ritagliate la parte della timbrata che volete NON si veda in copertina. Mettete un po' di colla sul cartoncino in modo che non si muova

13) e appoggiatelo alla gomma. In questo modo avete creato una maschera che copre la parte che non vogliamo stampare

14) Inchiostrate nuovamente

15) Prendete ora il cartoncino a "T", sovrapponete un rettangolo di acetato di cm.14x9 e ripiazzatevi sopra lo stamp positioner, in modo che i 2 orsetti siano perfettamente sovrapposti (se pensate di fare meglio, fermate il tutto con un po' di nastro di carta). Stampate, ora, sull'acetato dopo aver tolto il plexiglass

16) Ora avete una timbrata "intera" sul cartoncino e solo l'orsetto sull'acetato

17) Aprite il biglietto e infilate nella fessura del punto 2 il cartoncino a "T"

18) Chiudete la parte superiore incollando i 2 lati lunghi e quello inferiore con un filo di colla o con del biadesivo (cercate di prendere meno spazio possibile se no il cartoncino non scorre bene); sovrapponete l'acetato in modo che le stampe combacino perfettamente e fermate i 2 pezzi con un cerchio realizzato col punch tondo e piegato a metà
19) Infine piegate la finestra sopra l'acetato e incollate.
A voi la scelta se abbellire con dei nastrini (io consiglio almeno uno sul punch rotondo sia per tirare meglio la card, sia per fermare ulteriormente il tutto) e se pensare ad un cartoncino sul retro per scrivere il testo dell'invito o il messaggio di auguri

20) Ecco il risultato finale, spero che vi piaccia e che il passo-passo vi sia utile!

sabato 13 febbraio 2010

piccolo giochino - la soluzione!

Eccomi!!!!

Intanto vorrei ringraziare per tutti i commenti al post precedente, sono sempre graditissimi!!!

Con piacere, posso dire che qualcuno ha indovinato, e il piccolo regalino arriverà a...

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CIACCHINA!!!

infatti ho realizzato questi inviti per il primo compleanno di Riccardo


scopiazzando (come mio solito!) l'idea da qui e qua.

Ciacchina, scrivimi il tuo indirizzo, cercherò di spedire la busta la prossima settimana!
PRESTO metterò il tutorial in italiano online!
:oD

venerdì 15 gennaio 2010

piccolo giochino

...o blog candy, se vi piace di più!
Cosa sto per produrre con queste "vecchie" carte KMA?
Per chi lascerà un commento a questo post indovinando, un piccolo regalino.
:o)
Avete tempo fino al 12 febbraio, PASSAPAROLA!

martedì 12 gennaio 2010

un mascarpone... senza mascarpone!

Già... a casa mia può succedere anche questo!
:o(
Per le feste ho invitato a cena una coppia di amici; vabbè che odio cucinare, vabbè che si prende la pizza da asporto, ma almeno il dolce lo faccio io!
Una delle pochissime cose che so preparare è il mascarpone (che si trasforma velocemente anche in tiramisù, quindi so già fare 2 dessert -LOL-!), e allora mi cimento nella preparazione, ecco la mia ricetta:

gr.500 di mascarpone
5 tuorli
4 albumi
5 cucchiai di zucchero
cioccolato in scaglie o amaretti sbriciolati
caffè se piace

Sbattere i tuorli con lo zucchero, aggiungere il mascarpone e mescolare bene. Aggiungere gli albumi montati a neve neve.
Servire con scaglie di cioccolato o amaretti sbriciolati

Preparo tutto e fra me e me osservo la mia ciotola e penso...
"eh, ma com'è giallo!"
...
penso di servirlo non nella solita coppetta, ma in questi bicchieri da whisky, l'idea mi piaceva davvero un sacco!
metto un po' di amaretti sbriciolati sul fondo dei bicchieri, li bagno con un cucchiaio di caffè, metto il mascarpone...
"ma perchè è così liquido?"
...
vengono 5 bicchieri appena...
"ma guarda come ne è venuto poco stavolta!"
...
rimetto un po' di amaretti sbriciolati
...
metto in frigo e comincio a ripulire la tavola, butto i gusci di uova, ripongo lo zucchero, lavo lo sbattiore, i cucchiai e il resto, ... rimane solo una cosa sulla tovaglia che sto per ripiegare...
LA CONFEZIONE DI MASCARPONE ANCORA CHIUSA!
:o(

Che dire, solo io posso fare una cosa del genere!

I bicchieri da whisky sono finiti in freezer e sono diventati merenda dei giorni successivi (d'altronde la nonna, da piccolina, mi dava sempre l'ovetto sbattuto, no?!), e di corsa ho rifatto il mascarpone COL mascarpone, ma ho dovuto servirlo in "banali" coppette da dolce!

venerdì 8 gennaio 2010

I'm crazy for CAKE BOSS!

Non amo proprio cucinare, ma questo docureality mi appassiona un sacco!
Fatevi un giretto sul sito, perchè le torte di questa pasticceria non si possono spiegare, e sono così belle che non so se avrei il coraggio di mangiarle!!!
Ho deciso, DEVO assolutamente andarci!
:oD

martedì 5 gennaio 2010

a brusa la vècia!

Probabilmente questa è la sera che più preferisco di tutto l'anno (anche se è appena cominciato!). Per i Decimini è una delle feste più sentite, una di quelle in cui sono importanti la Semplicità e la Famiglia, dove la tradizione, per fortuna, resiste ancora al consumismo delle feste appena trascorse. Conservo gelosamente questa foto del lontano 1984 perchè è l'unica che ho del fantoccio che ogni 5 gennaio costruivano gli uomini della famiglia Forni. Quest'anno l'ho ripresa in mano per realizzarne un LayOut che potete vedere qui. Il sacchetto del pane nella pagina contiene due journaling: uno con nozioni storiche che mi ha passato il sempre gentilissimo Floriano Govoni, il secondo è il mio ricordo personale, e voglio postare entrambi:

“A brusa la vècia” è il grido che accompagna, da diverse centinaia di anni, il rogo delle befane a San Matteo della Decima. La sera della vigilia dell’Epifania nelle campagne della nostra popolosa frazione si costruiscono e si bruciano fantocci di paglia di grandi dimensioni.
Un tempo, fin dal mattino della vigilia, gli uomini, con l’aiuto dei ragazzi più grandicelli e accompagnati dallo sguardo interessato dei più piccoli, preparavano due grossi bastoni robusti o pertiche; i bastoni venivano legati a forma di croce e, a loro volta, ricoperti con spessi strati di paglia.
Con i fusti secchi del granoturco (i malghêr) e filo di ferro si assemblava la struttura in modo tale che diventasse un blocco unico. A volte al posto dei “fusti” si utilizzavano le fascine (i fascét) oppure, per far durare più a lungo lo spettacolo dell’abbruciamento, si utilizzavano entrambi.
Finita la costruzione “dla Befana”, che raggiungeva a volte l’altezza di 6-7 metri, essa veniva eretta in un luogo isolato ed abbastanza distante dalle abitazioni per evitare pericoli di incendio; inoltre per rendere il fantoccio vagamente somigliante, almeno da lontano, ad una vecchia, le veniva messo in testa un enorme fazzoletto allacciato sotto al mento ed ai fianchi le veniva applicato un grembiule multicolore formato da pezzetti di stoffa inutilizzabili per altri usi. Al calar della sera la Befana (la Vècia) veniva bruciata alla presenza dei costruttori del fantoccio, degli amici, dei conoscenti e dei confinanti.
Con urla, grida e “a brusa la Vècia” si attendeva che il fuoco si esaurisse; poi i presenti ritornavano alle proprie case dove ad attenderli c’era “l’arzdòura” con la cena della vigilia già pronta.
L’epifania è una festa molto sentita a Decima, e ricordo con emozione quando si bruciava la “nostra” Befana in via Pironi. Allora quasi ogni famiglia ne costruiva una, ed era bello ammirarle in lontananza mentre bruciavano più o meno rapidamente, al grido di “a brusa la vècia!”
E al rientro in casa, ci aspettavano il camino acceso, da stuzzicare con l’attizzatoio per fare “maranghèn-maranghèn” sperando che portasse un po’ di soldini, e una bella giocata a bestia, mentre i più piccoli costruivano barchette coi gusci delle noci e gli stuzzicadenti fissati con qualche goccia di cera di una candela.
Oggi non è più così, le “vecchie” che si bruciano sono solo una decina circa ogni anno, sono più “moderne” e contornate anche da fuochi d’artificio, ma qualcuno, per fortuna, ha ancora voglia di mantenere queste belle tradizioni.
Questa è, purtroppo, l’unica foto che ho di mio nonno paterno Mario mentre dà gli ultimi ritocchi al fantoccio, mentre io, dall’ “alto” dei miei quasi 7 anni, ammiro quanto sia grande e mi chiedo come faccia a stare in piedi.
Risale all’ormai lontano 5 gennaio 1984, ma il mio ricordo è vivo come allora, e questa tradizione, fatta di cose semplici e “riciclate”, alberga nel mio cuore e fa sì che l’Epifania sia la mia festa preferita, pensando sempre con affetto a chi, per primo, me l’ha fatta amare, i nonni Mario ed Elsa.